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Mathilde Duhommet ©

Léa Lublin

Novembre 2025

Scenografia e pubblicazione di una mostra

La Révolte de Léa Lublin — Vista d'insieme dei tre supporti: manifesto, libretto e didascalia
Data
Novembre 2025
Contesto
Progetto scolastico — lavoro individuale
Luogo
Le Havre — Fort de Tourneville
Tipo
Pubblicazione
Parole chiave
Allestimento espositivoEditoriaMediazionePercorso immersivoGraphic design

Dovevamo selezionare opere dell'artista Léa Lublin, creare una mostra fittizia del suo lavoro e darle un nome. Poi dovevamo definire lo spazio espositivo al Fort de Tourneville di Le Havre e proporre una narrazione coerente al suo interno.

Intenzione

Ho scelto il nome «La Révolte de Léa Lublin» (La rivolta di Léa Lublin) per questa mostra perché il suo lavoro mi è apparso come un vero grido del cuore e un forte bisogno di cambiare le cose.

Percorso e opere

Ho selezionato cinque opere emblematiche di Léa Lublin, distribuite in tutto il Fort de Tourneville. Questo allestimento persegue un duplice obiettivo: far scoprire ai visitatori un patrimonio di Le Havre poco conosciuto e carico di storia, facendo al tempo stesso eco alle opere partecipative dell'artista. Distribuendo le tappe tra la sala del Tetris, il porticato e i cortili aperti, lo spettatore diventa protagonista della sua visita, invitato a spostarsi e a vivere fisicamente l'approccio di Léa Lublin.

011965

Voir Clair : La Gioconda aux Essuies-Glace

Luogo: Sala del Tetris

Riproduzione della Gioconda sotto vetro dotata di tergicristalli e di una pompetta d'acqua. Esposta da sola su una grande parete bianca e luminosa, reinterpreta la scenografia del Louvre e invita il pubblico a pompare l'acqua per vedere chiaro attraverso l'effigie sacralizzata.

021968

Mon Fils

Luogo: Grande galleria

Performance in cui l'artista installa il figlio e il suo letto nel cuore del museo. Lo spazio ampio crea una presa di distanza progressiva: lo spettatore sceglie se entrare o meno nell'intimità dell'azione artistica e materna.

031970

Dedans / Dehors le musée

Luogo: Porticato e cortili

Installazione interdisciplinare che mette in relazione esterno e interno. Sotto il porticato, i passanti attraversano le opere sospese per desacralizzare l'istituzione culturale e renderla accessibile a tutti.

041974

Interrogations sur l’art

Luogo: Spianata del Forte

Grande striscione stampato con domande sull'arte, installato nello spazio pubblico. Divani psicoanalitici accolgono i passanti, filmati mentre rispondono alla domanda: «Che cos'è l'arte?»

051978

Dissolution dans l’eau

Luogo: Vasca e cortile esterno

Culmine del percorso: immersione e dissoluzione di uno stendardo di stereotipi sessisti, simbolo di un salutare lasciar andare per ripartire con uno sguardo libero sul mondo.

Il foglio di sala

Il desiderio di far percepire ai visitatori l'approccio creativo di Léa Lublin si traduce nella disposizione delle opere, ma anche nei supporti di mediazione.

La didascalia interattiva

Come nel suo stesso gesto nella Gioconda con i tergicristalli, dove il visitatore doveva azionare il tergicristallo per «vedere chiaro» l'immagine, le didascalie di questa mostra rivelano il loro contenuto solo dopo un gesto attivo dello spettatore. Tirare la linguetta coinvolge il visitatore in un atto concreto: è grazie al suo intervento che il senso dell'opera si rivela, invece di ricevere l'informazione in modo passivo. Il rosa dei supporti è stato scelto per svincolare questo colore dalla connotazione stigmatizzante che gli viene di solito associata e farne un vettore di affermazione impegnata.

Dispositivo interattivo — Tira la linguetta
Didascalia meccanica chiusa: titolo dell'opera e dimensioni visibili sulle lamelle

1. Voir Clair : La Gioconda aux Essuies-Glace

Installazione interattiva — 1965 — 67,0 × 49,0 × 12,0 cm